Grazie alle nostre maestre artigiane

La parola “artigiano” evoca in me immediatamente una scena.

Elena e Annamaria

Entrando per tanto tempo nel laboratorio “Da tutti i paesi” quante volte ho visto due donne dall’aria sapiente, due anziane artigiane, circondate da tante giovani “apprendiste” tutte chine sul proprio lavoro, serie, concentrate. L’ordine regnava sovrano, tra cassetti pieni di fili colorati, forbici, metri, cataste di stoffe ben piegate e riposte a dovere. C’era silenzio, qualche volta una leggera musica di sottofondo per tenere compagnia durante le ore di lavoro fatto con pazienza, precisione, impegno.

Così mi piace raccontarvi la lunga storia di servizio di Elena ed Anna Maria nel laboratorio solidale “Da tutti i Paesi” di Casa Betania. Entrambe dalla nascita di questa bella esperienza, nel lontano 1994, sono sempre state lì, dietro il loro lungo tavolone insieme a tante mamme passate nel tempo.

Per me artigiane, insieme alle volontarie, nel senso che a loro è sempre stato a cuore il lavoro ben fatto per se stesso. Hanno svolto per anni un’attività pratica, ma il loro servizio non è stato semplicemente un mezzo per raggiungere un fine di altro ordine, cioè la vendita.

Nella vita ognuno può cavarsela benissimo senza mettere dedizione. Ma per Elena ed Anna Maria non è stato così. Hanno sempre messo -ed insegnato a mettere- dedizione, impegno, amore e precisione nelle cose fatte.  Hanno insegnato a tutte noi che produrre una cosa ben fatta è un modo per arrivare all’altro con piacere, con positività.

E questo è stato il valore aggiunto, oltre naturalmente a tanti altri, che da sempre il nostro laboratorio ha testimoniato. Dietro ad ogni manufatto prodotto c’è una persona, una storia che anche se drammatica può comunque produrre bellezza e piacere condiviso. Penso ad Anna Maria ed alla sua “mania” di far fare alle mamme bomboniere perfette, fiocchetti che per anni sono stati l’incubo di ognuna, la prova del nove di un praticantato riuscito, di un riscatto avvenuto.  

Per anni la presenza costante di Elena ed Anna Maria in laboratorio è stata una sicurezza e la testimonianza che amare il proprio lavoro è prima di tutto un piacere in sé e poi fonte di guadagno.

Hanno accolto tante donne utilizzando le loro mani e il loro mestiere come mezzo per farsi prossime, accoglienti. Hanno imbastito chilometri di orli, attaccato centinaia di bottoni e cucito migliaia di presine, insegnato a fare fiocchetti e a confezionare bomboniere semplicemente per fare più bella la festa di qualcuno.

Ogni donna che hanno incontrato in laboratorio si è sentita prima di tutto persona e poi lavoratrice; il valore di ognuna era a monte e poteva manifestarsi anche solo tramite bottoni ben cuciti.

Il laboratorio in tutti questi anni ha passato tante vicende: è cresciuto, ha cambiato tante volte casa, poi la crisi e tante donne sono andate via.

Care Elena ed Anna Maria vi abbiamo da poco ringraziate con una semplice merenda e cui volontarie e mamme hanno partecipato con piacere ma vorrei prima di tutto ringraziarvi per il vostro silenzioso impegno. Avete insegnato a tutte ad amare una cosa ben fatta e ad essere felici ed orgogliose se gli oggetti del nostro laboratorio fanno sì che tante persone entrando in “bottega” conoscano la nostra realtà e le nostre storie portando via un pezzo della nostra “arte”.

Federica

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