Il Laboratorio torna a casa

Qualche riga per raccontare lo spostamento (e le infinite evoluzioni) del Laboratorio, dal negozio di via Solivetti a Casa Betania.

 

“Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto di trasforma”

 

Questo famoso postulato di Lavoisier, padre della chimica moderna, così lontano da ciò che facciamo e dalla situazione nella quale ci troviamo sembra quello che maggiormente riesce a simboleggiare il percorso del nostro laboratorio solidale “Da tutti i paesi”.

 

Appartiene alla storia del laboratorio, come a quella di Casa Betania, essere in continua evoluzione e cambiamento. Più di venti anni fa il laboratorio ebbe avvio da un piccolo gruppo di volontarie che misero a disposizione il loro tempo e il loro mestiere per insegnare ad alcune ospiti della casa famiglia un lavoro artigiano, quello della sartoria. Così tutto ebbe origine: sostenere le mamme ospiti anche attraverso momenti in cui si condivideva del tempo insieme imparando a fare delle cose semplici come il cucito o il ricamo. Le mamme così si sentivano accolte, sostenute, amate e soprattutto potevano dimostrare di saper fare, di saper imparare, di poter donare.

 

“Nulla si crea”, paradossalmente, sembrerebbe tutto il contrario di quello che si fa in laboratorio il cui mandato è proprio quello di creare (bellezza, autostima, professionalità, competenze, ecc.). D’altra parte però, si può anche dire che non creiamo niente dal nulla, ma in laboratorio il motto è “riciclare, recuperare, trasformare, dare nuova vita ad oggetti nati per altro”… quindi forse è proprio così: nulla si crea.

 

D’altra parte quello che più ci ha interrogato negli ultimi anni è stato come far nostra la seconda parte dell’espressione “nulla si distrugge”. Le vicissitudini del laboratorio sono state tante: nascita, consolidamento, espansione, crisi economica, riduzione e ancora riduzione. La “distruzione/perdita” che il nostro laboratorio ha sostenuto negli anni non è stata solo economica, ma soprattutto umana. Morte, per Anassagora, significa separazione degli elementi. E separarsi porta a perdersi di vista, a non incontrare più certe persone, o rinunciare a determinate occasioni, specifiche opportunità.

 

Negli ultimi anni, anziché costruire, crescere, fecondare, nonostante i tantissimi sforzi di un bel gruppo di persone sembrerebbe che abbiamo solo evitato crolli più importanti, abbiamo messo toppe qua e la o rimandato l’inevitabile…..Sembrerebbe un bilancio amaro.

 

Ma noi crediamo che non sia così. Quello che abbiamo cercato di fare negli ultimi tempi è stato provare ad invertire il pensiero, a modificare le conclusioni e ripartire con una nuova storia di trasformazione. Nel far questo ci siamo accorti che in realtà non stavamo inventato nulla, che la nuova strada del laboratorio è scritta come sopra nel “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”

 

Dobbiamo accettare una trasformazione radicale che, come un esperimento di chimica, prende degli elementi, li mischia e ottiene qualcosa di nuovo, di diverso. I nostri elementi però sono noti: la storia di questa realtà, le motivazioni originarie dell’accoglienza, del sostegno, dello stare accanto, del “fare con, fare insieme” , l’esperienza e soprattutto le persone che ci interpellano.

 

Ed ecco il nostro nuovo laboratorio, che nuovo non sarà. Sarà solo una ripartenza che porterà con se una rinascita carica d’entusiasmo e di voglia di fare. Torneremo a fare insieme alle nostre mamme vecchie e nuove, con un bel gruppo di volontarie che accompagneranno condividendo il loro sapere e la loro arte.

 

Torneremo a state in uno spazio di Casa Betania e saremo pronte ad accogliere e a soddisfare le richieste di quanti vorranno continuare a sostenerci in questa nuova stagione.

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