Il profumo della lavanda

E’ metà Settembre e come negli anni precedenti arriva la lavanda da Trasacco (AQ), piccolo paese alle spalle del Parco Nazionale d’Abruzzo, situato a 600 metri s.l.m. a 130 km. da Roma.

Antonio e Fernanda partono di buon’ora per andare a caricare decine di mazzi di lavanda che i parenti Sabatino e Romelia coltivano nel loro bellissimo giardino e che, dopo il raccolto, donano al Laboratorio di Casa Betania.

i volontari della lavanda
Antonio e Fernanda al lavoro

La lavanda, legata a grossi mazzi, riempie tutto l’abitacolo spargendo l’intenso profumo che persiste nella macchina per almeno due mesi.

Le volontarie del Laboratorio di Casa Betania, che hanno saputo da Maria Livia l’arrivo del prodotto da lavorare, già non dormono tranquille da due notti e non dormiranno altrettanto tranquille nei giorni che seguiranno, conoscendo la mole di lavoro che le attende.

Quest’anno il raccolto è stato più abbondante degli anni precedenti. 

Ci sarà da lavorare per diversi giorni: prima per sgranare il profumato seme dalle spighe, poi il certosino passaggio nei setacci per togliere la polvere fuoriuscita dai granelli insieme ai numerosi e finissimi aghetti tipo rosmarino.

La lavanda è pronta per essere utilizzata nelle confezioni di sacchetti di varie forme, pronti per essere venduti.

Le volontarie pur non avendo dormito molto, dopo aver provveduto alle normali attività familiari, eccole arrivare inappuntabili come se dovessero timbrare il cartellino da dipendenti ministeriali.

Maurizia, come ha già fatto negli anni precedenti, si presenta con un profumatissimo dolce appena sfornato, un ciambellone sette bellezze sufficiente per almeno dodici persone.

Così fanno anche Giuliana, Rita e Anna Maria.

Antonio è attento e preoccupato al pensiero che se tutti ne mangeranno due fette invece di una a lui ne resterebbe ben poco.

lavoratrici della lavanda
volontarie al lavoro

Già si è prenotato per un altro dolce per il giorno successivo a base di farina integrale e come al solito profumatissimo.

Con qualche minuto di ritardo (trovare il parcheggio in zona è come una vincita al Superenalotto!), arriva Milena con Rita e Anna Maria prelevate da casa.

Durante le operazioni del secondo giorno Giuliana ha introdotto un nuovo sistema per sgranare le spighe, un metodo che si è rivelato vincente. Il terzo giorno, colpo di scena, Milena si presenta con un altro ingegnoso metodo: una spazzolina per capelli che, “pettinando” la lavanda, ci fa risparmiare ulteriore tempo!

Verso le 9.30 come da prassi consolidata arriva il caffè per tutti preparato dalla rinomata “ditta Giustina”, caffè che ben si gusta con il dolce appena tagliato.

lavanda sgranata
lavanda sgranata con pettinino

Si riprende il lavoro di gran lena, senza distrarsi troppo: la lavanda da lavorare è tanta.

Nella simpatica atmosfera che si crea le volontarie a turno raccontano di tutto. Dalla salute alle vicende di famiglia: figli, nipoti ecc. Poi qualche cenno sulla politica, dal Referendum alla situazione COVID 19.

Si vivono bei momenti di socialità, di condivisione, e di amicizia.

A fine mattinata, come se una campanella suonasse per dire che la lezione è terminata, si riassettano i tavoli, si coprono i restanti mazzi di lavanda lasciandone alcuni per le volontarie del pomeriggio.

Si procede alla ripulitura dei piani di lavoro e si torna a casa dandosi appuntamento al giorno dopo.

(Antonio Retico)

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